Porto Cesareo è la risposta giusta per chi ama le vacanze all'insegna del contatt... Continua
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ROMA - E' atteso nei primi mesi del 2009 il nuovo Piano Spaziale Nazionale, ma fin da ora è chiaro che l'appuntamento è fra i pi&ugra... Continua
ROMA - Seicentomila posti in meno in poco più di un anno. Il bilancio della crisi economica sarà particolarmente pesante per il mondo del lavoro italiano: l'anno prossimo la disoccupazione tornerà sopra l'8% e l'occupazione mostrerà segno meno per la prima volta dal 1994, con un calo dell'1,4%.
L'allarme arriva da Confindustria che prevede due anni consecutivi di recessione, evento che non accadeva dal dopoguerra. La crisi occupazionale, prevede il Centro studi di Viale dell'Astronomia, si concentrerà sull'industria (-1,8% l'anno prossimo), ma questa volta non risparmierà neanche i servizi (-1,4%), tradizionale bacino di posti di lavoro. Nonostante la frenata dell'inflazione all'1,7%, la metà del tasso previsto per quest'anno, nel 2009 i consumi indietreggeranno dell'1,4%. La crescita dell'economia sarà negativa sia quest'anno, con una contrazione dello 0,5%, che il prossimo con un più vistoso -1,3%. Per intravedere la ripresa bisognerà quindi aspettare la fine del 2009 e il 2010, anno che si chiuderà in crescita dello 0,7%.
Eppure, rileva il CsC, i fondamentali dell'economia sono "fantastici". I tassi di interesse sono bassi e scenderanno probabilmente ancora, dando sollievo a rate e mutui, i prezzi delle materie prime, soprattutto energetiche, sono in discesa - tanto che nel 2009 le famiglie risparmieranno 866 euro rispetto a quest'anno - ed anche l'euro è meno forte. I presupposti per innescare la miccia della ripresa ci sarebbero quindi tutti. Quello che manca è però una sostanziale iniezione di fiducia.
"Le possibilità di rilancio dell'economia italiana sono strettamente legate al ripristino della fiducia e al dissiparsi dell'incertezza che attanaglia la spesa di famiglie e imprese. Altrimenti - sottolinea Confindustria - si avrà una recessione più lunga e profonda nel 2009, seguita da una stagnazione nel 2010. Solo la politica economica, coordinata a livello internazionale, può riuscire ad ottenere questo effetto". Per ristabilire la fiducia e per dare risposte a famiglie e imprese è essenziale però che anche a livello nazionale si agisca in modo coordinato, di più, in modo unitario.
L'appello lanciato dal presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, è proprio per una maggiore unità di intenti, non solo tra le parti sociali, ma anche a livello politico. Di fronte a una crisi economica "molto dura", afferma, il Paese deve "ritrovare unità tra maggioranza e opposizione e tra tutte le forze sociali". Tutti "si devono unire, non devono più prevalere le contrapposizioni e i conflitti". E con questo scopo il governo deve convocare al più presto un tavolo "con tutte le forze politiche e sociali". L'allarme occupazione di Confindustria è condiviso dalla Feneal-Uil che prevede "un buco nero" soprattutto nell'edilizia, settore che soffrirà un'emorragia di 200 mila posti. La Rete 28 Aprile di Giorgio Cremaschi chiede invece agli industriali di "bloccare i licenziamenti, altrimenti sarà una catastrofe".
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L'attività lavorativa principale di Porto Cesareo è la pesca, una popolazione marinara che nel tempo è sempre riuscita a mantenere inalterate le doti degli antichi navigatori.Molto vicino a Porto Cesareo esiste un altro paese di orgini marinaresche: "Gallipoli".Una rivalità fra popoli che na... Continua